La professione di Direttore di Struttura Complessa negli ultimi 10-15 anni ha assunto nuovi caratteri, completamente diversi dagli anni precedenti.

 

Ora il Direttore di Struttura complessa si occupa di: contratti (liberi professionisti, Convenzioni con Aziende Sanitarie, Convenzioni con l’Università, rapporti di lavoro a tempo determinato, indeterminato, SAI,  part time, limitazioni per gravidanza e maternità, contratti con cooperative, etc), gare (ricopre il ruolo di DEC, talvolta RUP, si occupa di HTM e HTA e così via), dialoga con le Istituzioni, con i mass media, con la Direzione Strategica, viene coinvolto nelle commissioni regionali o ministeriali in caso di supposta malpractice medica, e di conseguenza con l’ufficio legale della sua azienda. Oltre alla assicurazione RC e tutela legale usuale deve avere anche una assicurazione per il rischio amministrativo. Si occupa poi di programmazione di ricoveri e di ambulatori, di budget, persegue obiettivi del Direttore Generale oltre a quelli del Dipartimento, e della su UOC. Viene coinvolto nei processi di accreditamento regionale, nella preparazione di carte dei servizi, nel controllo SDO, nella gestione dei reclami URP, nella valutazione (e motivazione/valorizzazione) di colleghi, nella “composizione” dei conflitti (latenti o meno che siano) dove deve esercitare doti di “leadership”. Chi ha incarichi universitari si deve occupare anche di didattica, programmazione lezioni, esami, tutoraggio etc. Negli ultimi anni è tenuto a frequentare corsi specifici, dedicati al management sanitario, dove viene informato anche di “bersaglio”, LEA, MES, PNE, etc, etc.

In una parola, sintetizzando il tutto, i Direttore di Struttura è un Manager di Sanità, pubblica o privata che sia, in ospedali universitari o non universitari, con capacità Clinico-Assistenziali, Relazionali e di Leadership, e manageriali.

Il Coordinamento Nazionale dei Primari di Pediatria, costituitosi il 4 ottobre 2022 a Roma, ha proprio questo obiettivo, quello di rendere più consapevoli i nuovi Direttori di Struttura complessa di questo loro ruolo, di essere loro di supporto all’interno di questo perimetro, il management di sanità. L’orizzonte non è più soltanto quello di curare i bambini nel miglior modo possibile, ma si arricchisce anche di questa parte “manageriale”, che è divenuta obbligatoria. E’ una parte che non può essere gestita all’interno di una Società Scientifica, né è appannaggio di un Sindacato.

In Italia non è mai stato organizzato in precedenza, abbiamo pochissimi esempi regionali o nazionali (uno o due), considerando anche altre professioni. E’ quindi venuto il momento di dare inizio a questa associazione, che si deve interfacciare con le Istituzioni Sanitarie nazionali in un momento estremamente complesso per la pediatria ospedaliera italiana, caratterizzata da una crisi senza precedenti di personale sanitario, alla vigilia di importanti revisioni di documenti di sanità.

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